Guardia giurata che frequenta prostitute: non vanno rinnovati il decreto prefettizio e il porto pistola.

E’ legittimo il provvedimento che non ha rinnovato il decreto di nomina a guardia particolare giurata e dell’autorizzazione a porto di pistola per difesa personale, motivata sulla base delle circostanze che l’interessato è stato controllato più volte in luoghi frequentati da prostitute e da tossicodipendenti, e che il veicolo di servizio in sua dotazione è oggetto di un’indagine della Procura della Repubblica per il reato di cui all’art. 527 c.p. (atti osceni). A tal fine l’amministrazione può valutare anche la condotta morale del richiedente.

Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. III, sent. 10 luglio 2018, n. 4215. In particolare, rileva il Supremo Consesso che la qualifica di guardia particolare giurata, cui è connessa il rilascio di porto d’armi per difesa personale, rientra tra le previsioni di cui al Capo III, Titolo I, del r.d. 18 giugno 1931, n. 773 (T.U.L.P.S.). Pertanto, il loro rilascio è subordinato alla sussistenza dei requisiti generali di cui all’art. 11 dello stesso Testo Unico tra i quali vi rientra l’elemento della “buona condotta”.

Qui la sentenza completa.

23 luglio 1018

Studio legale Di Giunta

 

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