Diniego porto d’armi

In materia di diniego o revoca del porto d’armi, la giurisprudenza amministrativa è stata sempre in evoluzione e spesso contraddittoria. Segnaliamo qui di seguito un arresto giurisprudenziale non recentissimo, ma importante per l’innovazione che comporta nella pratica applicativa dell’art. 43, comma 1, T.U.L.P.S..

In buona sostanza, nell’ipotesi in cui un soggetto ha in corso un procedimento penale per il reato di “furto aggravato” non necessariamente la Questura deve negare il rilascio del titolo di polizia, può, invece, ridurre il tempo di validità della licenza che nella generalità dei casi è di sei anni, e assumere una decisione definitiva con l’intervento della relativa sentenza. Ecco cosa scrive il TAR Napoli:

È legittimo il provvedimento di rinnovo dell’autorizzazione a portare il fucile per uso caccia con una delimitazione temporale diversa da quella ordinaria della durata di sei anni che trovi giustificazione in una valutazione della p.a. fondata principalmente, se non esclusivamente, sulla pendenza di un processo penale a carico del ricorrente, in relazione al reato di furto aggravato (T.A.R. Napoli, sez. V 01 marzo 2011 n. 1265).

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