La sola denuncia all’A.G. non è sufficiente a giustificare la revoca del porto d’armi

Confermato dal T.A.R. Lombardia un principio di diritto che le Questure italiane spesso ignorano.

Ribadisce il T.A.R. che “La semplice denuncia di reato all’autorità giudiziaria (nel caso in specie maltrattamenti in famiglia ex art. 572 c.p.) non è solitamente circostanza che, da sola, possa giustificare l’interdizione dall’uso e dalla detenzione armi per sopravvenuta inaffidabilità del titolare dell’autorizzazione di polizia. Detto divieto, infatti, può essere conseguente solo ad una valutazione complessiva della personalità del soggetto onde valutarne l’incidenza in ordine al giudizio di affidabilità e/o probabilità di abuso nell’uso delle armi.” (T.A.R. Lombardia, sez. I, sent. n. 37/2016, conferma T.A.R. Lombardia, Sez. I, sent. n. 2516/2013).

Speriamo che le Questure italiane prima o poi ne piglino atto.

 

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